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Chiodini

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Chiodini in plastica colorata per composizioni su tavoletta traforata, Quercetti, Torino, dal 1953

Alessandro Quercetti è un personaggio fuori dal comune: pilota di caccia e inventore di giocattoli, fin da giovane progetta aeromodelli, dando prova di una fantasia sconfinata. Dopo la seconda guerra mondiale, può finalmente mettere a frutto la sua creatività, trovando lavoro alla INCO Giochi di Torino, dove si occupa di tutto, dai prototipi al disegno di nuove macchine per lo stampaggio.
Nel '49, però, l'azienda entra in crisi e così Alessandro propone un accordo: al posto dello stipendio, chiede che gli siano concessi i macchinari per poter continuare a produrre le sue visioni.
Lo scambio funziona e grazie ai ricavi delle vendite, può rilevare la fabbrica: Alessandro lavora instancabilmente, pur mantenendo uno sguardo curioso sulle ultime novità. Attratto dal Coloredo – un mosaico francese realizzato inserendo fiammiferi di legno su una tavoletta traforata – chiede di poterlo distribuire in Italia e si propone di aggiornarlo con un materiale inedito, la plastica.
I nuovi chiodini risultano molto più resistenti e anche la tavoletta può essere usata centinaia di volte senza correre il rischio di rompersi o deformarsi. Per i bambini italiani è amore a prima vista. Ma i Chiodini piacciono anche ai genitori, perchè sono un riflesso di quella rivoluzione democratica che la plastica compie in tutte le sfere della vita quotidiana.
Da allora, Alessandro la usa per mettere a punto nuovi successi, come il missile Tor, un razzo capace di raggiungere i cento metri, o la lavagna magnetica, un omaggio alla libertà di autoapprendimento dei ragazzi. Il catalogo cresce e comprende giochi scientifici, costruzioni, ma anche piste per biglie, ottovolanti e, naturalmente, aerei e razzi. Oggi, la società esporta in tutto il mondo, pur mantenendo l'intera produzione a Torino, dove la seconda generazione trae ispirazione dagli ambiti più disparati: la natura, il cielo, l'arte, la fisica diventano gli strumenti per costruire giochi capaci di meravigliare. Perché, come sostiene l'azienda, “un bambino stupito impara prima”.