Candela Nautilus
Candela con punta scanalata per accensione rapida e sicura, Cereria Graziani, Livorno, dal 1805
Per amor del Cielo, fate economia di lampade e di candele!
Non un litro d’olio bruciate, per cui non sia stata sparsa almeno una goccia di sangue umano.
Herman Melville, Moby Dick
La storia delle candele è ricca di colpi di scena e spedizioni in luoghi remoti. I Romani sono i primi ad utilizzarle: per loro rappresentano una vittoria della luce sui limiti imposti dalla notte. Fin dall'inizio, le materie prime segnano il confine fra le classi sociali: la nobiltà e il clero utilizzano la cera d'api, capace di fornire una buona luminosità e di diffondere un profumo gradevole, mentre al popolo spettano i grassi animali, responsabili di fiamme cupe dall'odore acre.
Per questo, nel Medioevo iniziano i viaggi alla ricerca di nuove sostanze da bruciare e resine per migliorarne la profumazione. Ben presto l'olio di capodoglio diventa il prodotto più richiesto; con questo grasso si producono candele luminosissime e inodori: due qualità che danno il via alla lunga stagione della caccia alla balena.
Con la rivoluzione industriale e la scoperta della stearina, fioriscono nuovi stabilimenti in tutta Europa: in Italia, nel 1805, un documento granducale autorizza Alberto Graziani a “imbiancare e trasformare in candele la cera importata dalle Indie”, dando vita alla Cereria Graziani. Da quel momento, la famiglia inizia una vivace attività, specializzandosi nell'illuminazione domestica. Con l'avvento della lampadina nel 1879, la richiesta di candele diminuisce, ma Leone, il successore, ha un'intuizione: quella di aprirsi al mercato religioso, iniziando la produzione di ceri per le cerimonie. Alla fine della prima guerra mondiale, invece, il colonnello Gino Graziani entra nel settore militare, ideando una candela speciale per la Marina: la Nautilus, un candelotto con la testa scanalata per facilitare l'accensione e ottenere uno “scodellino” per limitare la fuoriuscita di cera (oggi, la candela è ancora in produzione come omaggio all'inventiva dei fondatori). Durante la seconda guerra mondiale, l'azienda è costretta a chiudere a causa delle origini ebraiche della famiglia, ma dal'45 in poi, Alberto, il nuovo titolare, rilancia l'attività dedicandosi alle candele colorate, molto di moda negli anni '50.
Oggi l'azienda, guidata da Mario Graziani e dalla sua famiglia, conserva inalterata questa passione per la qualità, raccogliendo un patrimonio di sei generazioni e lanciandolo sul mercato internazionale. Un amore per la luce che si traduce in sperimentazione continua, alla ricerca di una fusione perfetta fra chimica, arte, storia.
